Eco-almas: Anime verdi d'Europa
ECOALMAS:ANIME VERDI D'EUROPA CODICE PROGETTO: 2025-1-IT02-KA121-SCH-000340158
Un viaggio speciale che permetterà scoprire una cultura diversa e vivere tante esperienze insieme.
Drante il soggiorno si parleranno lingue diverse e si condivideremo attività con i ragazzi spagnoli. Sarà un’occasione per imparare, collaborare e creare nuovi ricordi.
In valigia non ci saranno solo vestiti e quaderni, ma anche curiosità, entusiasmo e voglia di mettersi in gioco. 🌍🎒
L’esperienza Erasmus è pronta a cominciare!
Accoglienza presso CEIP "MATA LINARES"
Con attenzione e pazienza è stato possibile osservare le tecniche utilizzate per riparare le reti da pesca, scoprendo un lavoro antico che richiede abilità, precisione e collaborazione.
Quella trascorsa a Santander è stata una giornata intensa e ricca di emozioni, che i ragazzi ricorderanno sicuramente con entusiasmo. Fin dal mattino il gruppo ha mostrato curiosità e voglia di scoprire questa elegante città affacciata sull’oceano Atlantico, vivendo ogni momento con partecipazione e spirito di condivisione.
La giornata è iniziata con una passeggiata nel centro storico di Santander. Camminando tra le vie della città, abbiamo potuto osservare da vicino la vita quotidiana spagnola, tra piazze vivaci, negozi caratteristici e caffetterie all’aperto. L’atmosfera tranquilla e accogliente della città ha colpito tutti, rendendo piacevole ogni momento della visita.
Successivamente abbiamo raggiunto il Mercado Central, uno dei luoghi più autentici della città. Qui abbiamo scoperto colori, profumi e sapori tipici della Cantabria. Tra banchi di pesce fresco, frutta, dolci e prodotti locali, l’interesse e la curiosità non sono mancati.Dopo la visita al mercato, ci siamo concessi un momento di relax in un parco vicino al mare, dove abbiamo organizzato un picnic tutti insieme. Seduti sull’erba, tra risate, giochi e conversazioni, abbiamo condiviso un momento semplice ma molto significativo, rafforzando lo spirito del gruppo e vivendo pienamente l’esperienza Erasmus.
Nel pomeriggio non poteva mancare una tappa in spiaggia. Alcuni studenti hanno approfittato del bel tempo per fare il bagno nell’oceano, mentre altri si sono rilassati sulla sabbia, godendosi il panorama e l’atmosfera serena. È stato uno dei momenti più divertenti della giornata, vissuto con entusiasmo e spensieratezza.
L’ultima tappa della giornata è stata il magnifico Palacio de la Magdalena, simbolo della città di Santander. Arrivando al palazzo, immerso nel verde e affacciato sul mare, i ragazzi sono rimasti affascinati dalla bellezza del luogo e dal panorama spettacolare
Partecipare a queste iniziative locali permette ai ragazzi di immergersi totalmente nella cultura e nella vita della comunità ospitante, dimostrando che gli scacchi, proprio come l'Erasmus, parlano un linguaggio universale capace di abbattere ogni barriera linguistica.
Al di là dei risultati sulla scacchiera, a trionfare è stato lo spirito di aggregazione, perfettamente riassunto dallo slogan della giornata: “Premios para todos” (Premi per tutti). Un'altra bellissima pagina di scambio culturale che dimostra come la mobilità internazionale sia l'opportunità perfetta per mettersi in gioco e fare la "mossa giusta" per il proprio futuro
La giornata del 25 maggio ha segnato un momento fondamentale e indimenticabile della nostra mobilità Erasmus, unendo perfettamente la solennità istituzionale del progetto al calore dell'accoglienza locale.
La mattina si è aperta ufficialmente con la cerimonia di consegna degli attestati
Ma la giornata era ben lontana dal concludersi. Finita la parte formale, l'accoglienza si è spostata all'aperto, dove gli studenti spagnoli avevano in serbo una sorpresa straordinaria per i nostri studenti italiani: la preparazione della Olla Ferroviaria.
Questo piatto è un vero e proprio simbolo storico e culturale della Cantabria: un ricco spezzatino cucinato lentamente all'interno di una speciale struttura metallica alimentata a carbone, un tempo utilizzata dai macchinisti e dai ferrovieri del Nord della Spagna durante i lunghi viaggi dell'Ottocento. Gli studenti spagnoli si sono messi ai fornelli per i loro compagni italiani, trasformando il pranzo in un momento di pura convivialità e condivisione.
Tra un assaggio e l'altro, i ragazzi hanno riso, scherzato, confrontato le rispettive culture e stretto legami profondi che vanno ben oltre i confini scolastici. Una giornata perfetta in cui la formalità della mattina ha incontrato la spontaneità e i sapori della tradizione locale.
Un'altra giornata straordinaria ha arricchito la nostra mobilità Erasmus, portandoci alla scoperta di Comillas e di uno dei suoi tesori più preziosi: El Capricho di Antoni Gaudí, una delle pochissime opere che il celebre architetto modernista ha realizzato fuori dalla Catalogna.
Per rendere l'esplorazione ancora più dinamica, i ragazzi sono stati suddivisi in piccoli gruppi di lavoro cooperativo e catapultati indietro nel tempo attraverso un gioco di ruolo creativo. Ogni gruppo ha dovuto immaginare di far parte del team originale che ha dato vita al palazzo nel 1883:
I Giovani Architetti: hanno studiato le forme organiche, le linee curve e la rivoluzionaria gestione degli spazi e della luce solare.
I Musicisti: si sono concentrati sulla profonda fusione tra architettura e musica che caratterizza l'edificio, progettato originariamente per un appassionato di musica (Máximo Díaz de Quijano).
I Giardinieri del Palazzo: hanno analizzato la perfetta integrazione tra la struttura e la natura circostante, studiando la serra interna e l'area verde che circonda la villa.
Grazie a questo approccio attivo, i ragazzi hanno scoperto moltissime curiosità e segreti sul genio di Gaudí. Hanno compreso il significato simbolico e funzionale dei celeberrimi girasoli in ceramica che rivestono la facciata (orientati in modo da catturare visivamente la luce del sole), e sono rimasti affascinati dalle finestre sonore (le finestre a ghigliottina che, grazie a un sistema di contrappesi in metallo pesante, emettono veri e propri rintocchi musicali quando vengono aperte o chiuse). Hanno inoltre scoperto come l'intero palazzo sia stato progettato seguendo il percorso del sole per massimizzare il calore e la luce a seconda delle ore del giorno.
La nostra avventura Erasmus in Cantabria continua a regalarci emozioni uniche, capaci di portarci indietro nel tempo di ben 36.000 anni. Oggi i nostri studenti hanno avuto il privilegio di visitare la Neocueva di Altamira, la fedelissima e spettacolare replica scientifica della celebre Grotta di Altamira, definita all'unanimità come la "Cappella Sistina della Preistoria" e dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
Poiché la grotta originale deve essere rigorosamente protetta per garantirne la conservazione, i ragazzi hanno esplorato la Neocueva: un capolavoro di ingegneria e archeologia che riproduce al millimetro la struttura e le pitture rupestri originali, offrendo un'esperienza incredibilmente realistica e immersiva.
I ragazzi sono rimasti letteralmente a bocca aperta davanti al famoso Soffitto dei Bisonti. Camminando a naso all'insù, hanno potuto ammirare da vicino la maestria dei primi artisti della storia dell'umanità. Guidati dagli esperti del museo, gli studenti hanno scoperto i segreti di queste opere: dall'utilizzo di pigmenti naturali come il carbone e l'ocra, fino alla straordinaria capacità di sfruttare le protuberanze e le naturali asperità della roccia per donare volume, tridimensionalità e realismo agli animali raffigurati (bisonti, cavalli e cervi).
La visita è proseguita all'interno del Museo di Altamira, dove gli studenti hanno approfondito come si svolgeva la vita quotidiana nel Paleolitico, scoprendo le tecniche di caccia, l'accensione del fuoco e la fabbricazione dei primi utensili.
A pochissimi passi dalle grotte di Altamira si trova un vero e proprio gioiello architettonico che sembra rimasto sospeso nel tempo: Santillana del Mar. Questa cittadina medievale è famosa in tutta la Spagna con un soprannome davvero curioso e divertente, che ha subito acceso la curiosità dei nostri studenti: è conosciuta come "La città delle tre menzogne" (La villa de las tres mentiras).
Perché questo nome così bizzarro? I ragazzi lo hanno scoperto passeggiando per le sue caratteristiche stradine acciottolate. Il nome racchiude tre elementi che, ironicamente, non corrispondono alla realtà:
Non è Santa (Santillana): Nonostante il nome derivi storicamente da Santa Juliana (le cui spoglie sono custodite nella bellissima Collegiata romanica), la cittadina in sé non ha uno status religioso o sacro.
Non è Piana (Llana): Di pianeggiante c'è ben poco! Il borgo è un continuo e affascinante saliscendi di stradine di pietra, circondato da colline verdeggianti.
Non è sul Mare (Del Mar): Nonostante il finale del nome tragga in inganno, il mare dista in realtà qualche chilometro.
Camminare per Santillana del Mar è stato come sfogliare un libro di storia a cielo aperto. I nostri studenti sono rimasti incantati dalle imponenti torri medievali, dai palazzi rinascimentali e barocchi, e soprattutto dalle caratteristiche case nobiliari con i balconi in legno fioriti e i grandi stemmi araldici scolpiti nella pietra.
Tra lacrime di commozione, sorrisi radiosi e abbracci così stretti da togliere il fiato, abbiamo salutato ufficialmente gli splendidi studenti e le famiglie del CEIP Mata Linares. Questo momento non è stato solo un arrivederci formale, ma il culmine straordinario di un percorso fatto di condivisione, crescita e affetto sincero. Guardandoci indietro, l'emozione più autentica si ritrova nei sorrisi spontanei dei nostri ragazzi, capaci di abbattere ogni barriera linguistica e culturale in un secondo, ma anche nelle lacrime sincere che hanno rigato i volti di grandi e piccini, segno evidente di un legame profondo e reale. E poi negli abbracci forti, che sanno di gratitudine e che valgono più di mille parole.
Un ringraziamento speciale allo staff del CEIP Mata Linares
Un'esperienza così perfetta non sarebbe stata possibile senza una guida e un supporto istituzionale e umano straordinario. Il nostro grazie più profondo va a tutto lo staff del CEIP Mata Linares, un team eccezionale che ci ha fatto sentire a casa fin dal primo istante.
Alla Dirigente Beatriz, per l'impeccabile accoglienza, la sensibilità e la visione condivisa che rendono possibili questi gemellaggi di valore.
Ad Alfonso, per la cura e l'attenzione infinite che ci ha dedicato. Grazie per aver saputo donare il tuo tempo e regalare emozioni uniche, guidandoci passo dopo passo e facendoci esplorare e amare la tua meravigliosa terra con passione contagiosa.
A Natalia, per la sua straordinaria organizzazione, la precisione e la cura costante di ogni singolo dettaglio, che hanno permesso a tutto di svolgersi in perfetta armonia.
E infine a Raul, per la sua costante presenza e il suo prezioso supporto.
È proprio in istanti come questi che si comprende il valore immenso del programma Erasmus+. Esperienze di mobilità internazionale come questa non sono semplici viaggi, ma potenti ponti educativi e umani che trasformano la scuola in uno spazio senza confini. Attraverso il confronto diretto e l'accoglienza, si impara a vivere la cittadinanza europea non come un concetto astratto, ma come un sentimento concreto di fratellanza e comprensione reciproca. Uscire dalle proprie aule per immergersi nella quotidianità di un altro Paese permette ai ragazzi di sviluppare un'empatia e un'apertura mentale che rimarranno per sempre il loro bagaglio più prezioso. La fine di un viaggio è solo l'inizio di un bellissimo ricordo che guiderà i nostri passi futuri, e la ricchezza di questa avventura continuerà a ispirare la nostra comunità scolastica ben oltre il nostro ritorno.
È proprio in contesti come questo che accade la magia più grande: si scoprono talenti dei nostri studenti che alle volte, tra le mura tradizionali di un’aula, non si percepiscono. Lontano dalla routine dei banchi, i ragazzi si rivelano per ciò che sono e per ciò che amano.
C’è chi ha tirato fuori un'insospettabile anima folk, imbracciando il tamburello e deliziandoci a suon di pizzica e tarantella, portando un pezzo delle nostre radici fin qui; e poi c’è chi preferisce osservare in silenzio e disegnare, catturando la bellezza del momento su un foglio. C’è chi è rimasto un po' sbadato, dimenticando le sue cose ma mai il buonumore, e chi, ancora un po' timido, ha affrontato il viaggio stringendo forte il suo peluche.
Per molti è stata la prima volta di emozioni grandissime: chi ha preso l’aereo per la prima volta guardando il mondo dall'alto, chi ha fatto il primo bagno nell’oceano sfidando le onde, chi ha assaggiato la tortilla de patatas e l’ha definita "spaziale", e chi, tra i banchi spagnoli, ha decisamente apprezzato la lunga ricreazione di 30 minuti!
A fare da colonna sonora a questa avventura sono state le canzoncine canticchiate insieme in questi giorni, che hanno riempito le strade di allegria. È bastato unire le voci e battere le mani con i compagni spagnoli per superare ogni barriera, giocando al ritmo di:
"En la calle-lle veinticuatro-to / Ha habido-do-do un asesinato-to / Una vieja-ja mata un gato-to / Con la punta-ta del zapato-to / Pobre vieja-ja, pobre gato-to / Pobre punta-ta del zapato-to..."
Guardandoli interagire così con il mondo, si riesce persino a scorgere il loro domani: si indovina chi, per carisma e leadership, un giorno diventerà sindaco, e si sorride di fronte a chi, con gli occhi pieni di meraviglia, confessa il sogno di voler rimanere qui per sempre.
A tutti voi ragazzi va il nostro augurio più grande: continuate a credere nei vostri sogni e in questa nostra Europa unita, che oggi, grazie a voi, è un po' più vicina, più accogliente e decisamente più bella.













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